• PROGRAMMA
    Era richiesta la progettazione di un ristorante, su di un terreno già di proprietà dei committenti,all’incrocio della strada Cantonale a Riazzino, con la strada Comunale di accesso alla zona artigianale e industriale. Il ristorante doveva essere sviluppato unicamente al piano terreno e doveva avere la maggiore capacità possibile in base alle norme. Bisognava prevedere una struttura che permettesse la possibilità di una futura sopraelevazione, almeno di un piano per delle camere o appartamenti. Lo spazio per i clienti doveva essere formato da un’unica sala da pranzo, anche se sufficientemente strutturata, in modo da permettere la massima flessibilità nella disposizione dell’arredamento. Lo spazio per la preparazione dei cibi doveva essere molto ampio e totalmente indipendente dalla sala da pranzo. Invece la zona di preparazione della pizzeria doveva essere inglobata nella sala. Verso sud doveva essere prevista una terrazza, anche se orientata verso la strada di maggiore traffico. Dovevano essere ricavati il maggior numero di posteggi. Il progetto dell’edifico e la scelta dei materiali doveva essere sufficientemente semplice da permettere una esecuzione parziale delle opere da parte dei committenti, con l’aiuto degli artigiani necessari. Non era richiesto lo studio dell’arredamento interno.

    ANALISI
    Il terreno si trova proprio all’imbocco della zona interessata: in posizione molto rumorosa dalla strada principale; ma contemporaneamente molto visibile dai possibili fruitori lungo la strada laterale d’accesso al quartiere. Il fronte principale si deve perciò rivolgere verso questo fronte ed essere esplicito riguardo al contenuto dell’edificio. La zona di edificazione è inoltre contrassegnata da edifici di grandi dimensioni: anche il nuovo ristorante per rendersi visibile necessita di essere costituito da un corpo monolitico di dimensioni adeguate. Il genere degli edifici circostanti è chiaramente molto semplice: anche questo dato è da interpretare nella composizione del nuovo edificio.
    I frazionamenti dei terreni impongono lo sviluppo degli edifici trasversalmente alla strada principale.

    L'IDEA DI PROGETTO
    Il ristorante occupa completamente il terreno a disposizione e s’innalza per un unico piano, che si è voluto comunque dimensionare generosamente ed innalzare almeno fino al parapetto del tetto piano. L’edificio, conseguentemente al programma richiesto e alle analisi formulate, raggiunge le massime dimensioni possibili ed è composto da un unico corpo monolitico, per esprimere la forza necessaria a relazionarsi con gli edifici vicini. 
    Era importante suddividerle la distribuzione interna esplicitamente, in considerazione della destinazione d’uso dell’edificio:
    spazi serviti, come la sala del ristorante e la terrazza;
    spazi serventi per preparazione, deposito e servizi.
    In questo modo la clientela percepisce immediatamente gli spazi e il personale è facilitato nelle sue mansioni.
    L’impianto strutturale, organizzato con pilastri perimetrali e travi a volta, non occupa la sala e permette l’adeguamento dell’arredamento ad ogni possibile situazione.
    La copertura a botte risolve staticamente la problematica delle grandi campate e contiene nelle sezioni piene l’impiantistica necessaria (ventilazione/riscaldamento, illuminazione, ecc...)
    La volta a botte richiama idealmente la cantina: i locali per la conservazione o lo spaccio di cibi e bevande e possibilmente - differenziandosi dalle strutture a travi degli edifici industriali circostanti - evoca la funzione del ristorante.
    La struttura portante a botte è conseguentemente visibile anche nelle facciate; inizia dal contenitore degli spazi serventi, si sviluppa con le campate della sala e termina sopra la terrazza.
    L’organizzazione dei fronti é determinata dai rapporti verso l’esterno, dall’orientamento e dalla funzioni interne al ristorante. Lo sviluppo delle diverse facciate risulta da questi rapporti tra funzioni e ambiente circostante: strade di accesso piuttosto che area industriale; entrate, terrazza e posteggi. Verso il lato di accesso le vetrate sono ampie, per relazionarsi con il quartiere e protette dal sole grazie ai portici. Questi, sono ricavati nello spessore del muro: esternamente allineato alla strada; internamente mantenendo l’ortogonalità dell’edificio, derivante dai parallelismi con i fondi e gli edifici circostanti. 
    Verso l’interno dell’isolato le aperture sono minime e alte, per proteggersi visivamente dalle particelle industriali confinanti. La terrazza è intesa come continuazione spaziale esterna del ristorante: l’apertura è totale e completamente vetrata; la volta a botte fuoriesce all’esterno formando una pensilina di protezione. Le aperture rettangolari degli spazi serventi si differenziano totalmente dalle altre.
    Un’alta siepe circonda completamente tutti gli spazi esterni pedonali. Il progetto prevedeva anche un filare di alberi lungo l’area di posteggio. L’insieme avrebbe formato un’isola verde di ristoro, con al centro il ristorante, contrapposta agli edifici industriali di produzione circostanti.

    DATI DI PROGETTO
    Superficie lorda:
    mq 330

    Volume SIA:
    mc 1855

    Locali:
    ristorante, servizi, preparazione, cucina, deposito e celle (pt).
    Costi:
    chf 1’343’000 (preventivo generale)

    RIFLESSIONE FINALE
    L’edificio realizzato conferma la semplicità richiesta dal programma e imposta dal luogo in cui è inserito. Le facciate volutamente prive di elementi ridondanti esaltano i grandi archi, risultanti dall’impostazione strutturale. L’edificio riesce ad esprimere già all’esterno quantomeno la diversità dei contenuti, se non effettivamente la propria definizione, nell’insieme di tutti gli edifici industriali circostanti. 
    Purtroppo alcuni elementi non sono stati realizzati, o sono stati realizzati in modo autonomo successivamente. La mancata realizzazione finora del filare di alberi lungo il posteggio, non permette di percepire l’insieme del fondo come un’isola verde, proprio lungo il lato più visibile. La progettazione o co-progettazione del mobilio del ristorante sarebbe stata una stimolante prosecuzione dell’idea progettuale; ma non è stato il caso. Ultimamente anche il tinteggio esterno uniforme e bianco, ha subito il fascino della scenografia teatrale, da parte dei proprietari.